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sabato 20 giugno 2015

Fissazione



FISSAZIONE

Chissà perché, di botto, s’era fissato di non essere di carne ma solo d’ossa.

Si guardava allo specchio e si diceva:

- Giovannino, quanto sei brutto ! Che t’hanno riesumato ? Che faccia cadaverica !

E fu tanta la fissazione che s’ammalò di mente e finì all’ospedale. Poveraccio, si vedeva come uno scheletro e s’impressionava. Il bello è che gli pareva d’essere un morto che cammina.

Ogni mattina il dottore gli chiedeva col suo accento particolare:

-   Giovannino, chi tu sei ?

E lui di rimando:

-   Uno scheletro, dottore.

Passarono tanti giorni e la fissazione non se ne andava. Però, arrivò finalmente la guarigione. L’uomo attendeva l’esame per essere promosso con la domanda del suo medico:

-  E ora, Giovannino, dimmi: chi tu sei ?

Per la prima volta lui rispose con un sorriso:

- Sono un essere umano, in carne ed ossa, per convinzione.

Allora fu dimesso e il soggetto, fischiettando felice, riprese la strada della sua casa. Ma, non passò molto tempo che se lo videro arrivare all’ospedale con l’affanno e il batticuore.

Chiese il dottore preoccupato:

-  Che è stato, Giovannino, stai male ? Che hai che tu tremi e sgrani gli occhi come i fanali della locomotiva ?

Quello, meschino, gli rispose:

-  Ho incontrato un cane grosso, gli ho detto: Guardami negli occhi: capiamoci. Io sono convinto di essere un uomo di carne, ma tu sei convinto che non sono un osso?

-  Beh ? Il cane che ti ha detto ?

-  Nulla. S’è messo a corrermi appresso.



Ogni uomo ha i suoi pallini o chiodi fissi. Talvolta, questi generano una prospettiva di vita non veritiera.

Attenti a non proiettare fuori ciò che rischia di essere solo una fissa interiore.
                                                     Inco

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