Pages

sabato 8 agosto 2015

Volere, volare

VOLERE VOLARE
        
Si sentiva ripetere, tutti i giorni, dall’alba al tramonto, dai suoi:
-  Abbiamo ben ragione di reputarti un poco di buono: non sei nemmeno capace di volare. Per questo ti cacciamo di casa. Non servi, vattene !

Povero, piccolo gabbiano !
Gli mancava la forza nelle ali per spiccare il volo e spaziare in alto. Aveva paura, gli prendeva l’ansia delle altezze.
Lasciò la sua casa, chiudendosi nella sua vita inconsistente, inqualificabile. Se ne andò affrontando un percorso ancor più doloroso e triste. Chi l’avrebbe accolto, compreso, amato ? Chi gli avrebbe aperto il suo cuore per donargli coraggio e vigore? Camminava saltellando sulle sue zampetto, con la testa bassa e il becco proteso in avanti. mormorava dentro di sé parole cariche di ardimento, per svegliare la sua volontà a operare: “ volere volare… volere volare… “.
-  Dài, ce la puoi fare, se vuoi ! – gli gridarono in coro degli uccelli migratori.
Passavano su di lui, invitandolo a raggiungerli.
E il gabbiano si ripeteva: “ volere volare … volere volare… “ , battendo le ali sempre più velocemente, finchè prese il via, staccandosi dalla terra e innalzandosi verso il cielo azzurro.
Volava, insieme a quelle oche selvagge, volava su, su, in alto, incontro al sole. Era felice di volare.

Quante volte ti senti incapace di affrontare la vita, di ricominciare. Il gabbiano ti suggerisce: “ volere volare “ … e se tu vuoi …  vola !
                                                 Inco

0 commenti:

Posta un commento