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martedì 4 febbraio 2014

Vicino ad uno stagno

Sono rimasto a contemplare un gruppo di tartarughe vicino ad uno stagno. Le ho scrutate nei loro comportamenti. Saper guardare la natura è imparare tanti insegnamenti nascosti.

 
 
 
Non solo interpretazioni, ma anche intuizioni. Sarà questo il mio percorso con chi vorrà accompagnarmi.
 
Lorenzo


9 commenti:

Anonimo ha detto...

se ci si dedica alla contemplazione dell'uomo, vertice della natura, cosa si scopre?

Anonimo ha detto...

capitato casualmente su questo blog, ho cercato su internet chi sia Lorenzo Vecchiarelli scoprendo che è un sacerdote. Gli pongo,perciò una domanda: chi sono le persone che vuole raggiungere e a cui propone un percorso da fare insieme? e di che percorso si tratta?

Lorenzo Vecchiarelli ha detto...

Non cerco persone particolari nè voglio raggiungere qualcuno da convertire. Il percorso che voglio fare insieme è quello di avere un amico con cui poter dialogare sulla realtà che ci circonda. L'essere un sacerdote è posteriore al mio essere uomo, ricercatore di altri uomini. Desidero solo aprirmi ad ogni suggerimento che mi proviene da chi ha la mia stessa natura, e ascoltarlo con grande rispetto e amicizia. Lorenzo.

Lorenzo Vecchiarelli ha detto...

Rispondo a quell'amico che mi chiede cosa si scopre se ci si dedica alla contemplazione dell'uomo vertice della natura. Risponderò che se l'uomo è il vertice dalla natura, come in ogni vertice raggiungerò... un punto. Ma in esso avrò la sintesi di tutto quanto confluisce per costituirlo. Mi troverò come davanti a un vero buco nero, nel quale vi è come una grandiosa sintesi di tutto l'universo. E troverò in quel vertice le infinite ragioni che quotidianamente mi spingono a interrogarmi.

Anonimo ha detto...

alcuni amici credenti, cui ho posto la stessa domanda, mi hanno risposto che, contemplando l'uomo vertice della creazione, hanno scoperto Dio. E' Dio il punto di cui parli tu Lorenzo? A me riesce alquanto difficile scoprire il Dio creatore, di cui mi è stato parlato, dietro la donna che abortisce il figlio che porta nel grembo, nel prete pedofilo, nell'uomo fornito di un qualsivoglia potere e di cui si serve per asservire a sè uomini e cose

Lorenzo Vecchiarelli ha detto...

Caro amico, quest blog ha come principale indirizzo accostarsi ad ogni uomo, credente o non per impararne il linguaggio, le ragioni della sua vita, le motivazioni che lo spingono a vivere in un certo modo. La scoperta di Dio non è di tutti, e non tutti lo scoprono allo stesso modo. Ti posso perfino dire che per tanti uomini Dio appare come una "negazione", un "assurdo", un essere "non necessario", ed altro. Io ritengo che la contemplazione dell'uomo ci porta a incontrare il "mistero", da intendersi come la somma di infinite ragioni che, messe insieme, non ci portano a una facile sintesi o suluzione. Chiederei ad ognuno, credente o non credente, una riflessione approfondita di che cosa sia un sentimento, oppure in quale regione nascono i miei pensieri. Bisogna iniziare dagli esordi di ogni ragionamento, che poi fu il fondamento della filosofia. Per chi crede anche il problemi che porgi fanno tutti riferimento al concetto di male che ognuno di noi porta dentro, che poi ci spinge a credere o a non credee. Non a caso nella bibbia al centro del giardino edenico vi era l'albero della conoscenza del bene e del male. Tu cosa ne pensi del male se lo configuri all'aborto, alla pedofilia, dal malgoverno ? Dietro quelle visioni nascerà anche una fede illuminata da questi pensieri. Per chi crede, non vi è nulla nel mondo che non abbia una risposta positiva, anche quando le questioni possono apparire chiaramente negative. Ma qui entriamo nel campo della fede che, per tanti, non è una visione valida e libera, ma condizionata e poco risolutiva.

Anonimo ha detto...

mi è piaciuta la tua frase :" l'essere un sacerdote è posteriore al mio essere uomo,ricercatore di altri uomini" si tratta di uomini che, come me, pur vivendo una quotidianità fatta di problemi da risolvere (crisi economica, tasse da pagare, famiglia cui provvedere,disvalori dilaganti e così via) vogliono confrontarsi con altri,magari sconosciuti, condividendo pensieri, sentimenti, "intuizioni". Certo il colloquio con chi ci sta davanti è bello ma, a volte, può essere falsato dalla conoscenza che si ha della persona con cui si parla, dal suo atteggiamento, dalla mimica facciale , dal suo linguaggio non verbale. E' vero anche, che chi naviga su Internet corre il rischio di incontri poco piacevoli che sarebbe stato meglio non aver fatto! Continuerò a leggere ciò che scrivi e ..........vedremo!

Anonimo ha detto...

Cosa sono i sentimenti, dove nascono i miei pensieri ? domande,per me, senza risposta; così come senza risposta sono i concetti di bene e di male. Non sono un filosofo ma, da sempre, mi pongo tante domande la cui origine ignoro. Quando interrogo i miei amici, alcuni mi offrono soluzioni che nascono dalla loro fede, altri da loro cognizioni psicologiche ma nessuna mi soddisfa e allora mi dico che forse hanno ragione quegli amici che mi dicono : ma lascia perdere con tutti i problemi che abbiamo, vuoi complicarti la vita anche con queste domande per le quali non trovi risposta.

Lorenzo Vecchiarelli ha detto...

La conclusione è amara: lascia perdere. Se l'umanità avesse seguito questo indirizzo oggi, forse, staremmo ancora sugli alberi. Quando ci interroghiamo sull'origine dei nostri sentimenti non lo facciamo con l'animo di vagheggiare sui nostri sentimenti: tanto vale pensare a cose più redditizie. Ma per chi vuol crescere nellla propria interiorità ( e quanto sia importante farlo! ) capisce che la domanda va a toccare il cuore del nostro essere felici o depressi. Il bene e il male non sono riducibili a categorie filosofiche, perché quando si sta male non facciamo filosofia nel voler scoprire la causa del nostro soffrire e neanche ci viene in mento che bene e male siano la stessa cosa. Lasciar perdere, come consigliano taluni amici, è un modo primitivo di vivere per affossarsi in un quotidiano che non soddisfa quasi mai i nostri impulsi a vivere pienamente. Ignorare l'origine di tante domande è il principio che ci colloca nella ricerca di risposte che diventano, nella nostra vita, punti di riferimento per non bamboleggiare ad ogni vento di dottrina. Che uno non senta che tante risposte non sono soddisfacenti è uno stimolo alla ricerca. C'è anche da dire se tante soluzioni siano distanti dal nostro mondo e se il nostro mondo non si riduca a delle concretezze che, col tempo, diventano asfissianti. Non credo che dobbiamo restare indifferenti davanti a chi si getta nel vuoto perché non trova soluzioni ai propri problemi economici, oppure chi è violentato da bulli sfaccendati o tanto meno chi butta nel cassonetto il frutto del proprio concepimento! A non non è ancora capitato, ma chi ha avuto esperienza di ragazzi drogati, disperati per trovare l "roba", per chi è stato testimone di situazioni disperate che si sono concluse in modo drammatico, che ha visto morire di fame un bambino... ebbene non puo restare incerto sul bene e sul male, oppure restarsene fuori perché non è un problema che mi riguarda. Quel fatto sta incidendo, a mia insaputa, nella mi vita e, prima o poi, dovrò schierarmi dalla parte del bene o del male. E se lo ignoro, o non lo penso profondamente, come un dato che appartiene alla mia vita, corro il rischio di essere quella massa ameboide che vivacchia ovunque con la spensieratezza di chi pensa solo ai propri problemi. Sono come quelli che passano accanto a una ragazza presa a calci da un gruppo di bulli e mi sfilo perché è un problema che non mi interessa. Non vuole questo essere un problema buonista o di iimpegno al volontariato, ma semplicemente un stimolo a non chiamare più amici che mi consgliano a non complicarmi la vita con domande per le quali non trovi risposta. Non trovi risposta perché cercare la verità e viverla è cosa da... veri uomini. Grazie comunque delle tue riflessioni.

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