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giovedì 7 aprile 2016

Ritagli

RITAGLI

         
         "E ora, che ne sarà di noi? Siamo solo inutili avanzi di cartoncino bianco, che è servito per fare bigliettini augurali".
Si lamentano così, senza trovare consolazione, eppure una mano ingegnosa si offre per decorare una stanza. È di un artista che pensa di realizzare un cielo stellato, immaginando una notte serena.
Egli dice a se stesso:
"Voglio ricavare delle stelle di varie dimensioni".  Quei pezzi di fogli non significano nulla ancora, ma quando le forbici iniziano a ritagliare i contorni, si vedono diversi. Ed ecco tante e tante stelline che vedono ritratta la loro immagine. Sono belle a vedersi e, più ancora, quando sono attaccate al muro. È riprodotta la scena di una notte d’estate. Sembrano stelle vere che brillano nel cielo.
       La fantasia dell’artista dà loro vita e movimento. Si esprime così: "Piccole stelle, che luccicate nella notte, raccogliete le note del mio canto e portatele lassù!  Con esse, componete una melodia che diventi preghiera semplice del cuore, innalzata al Dio nascosto e silenzioso.
       Vi detto io le parole: Tu sai, Dio dell’infinito universo, perché sono nato. Faccio parte del tuo progetto d’amore, a me sconosciuto. Mi ripari all’ombra del tuo cuore e mi suggerisci parole di eternità. Mi chiami e la mia anima ti dice: « Sono tua per sempre », e Tu mi rispondi: «Sì, per sempre, anch’io sono tuo»".

La nostra vita è un ritaglio dal quale il Divino Artista trae fuori un’immagine stupenda.
                                                        Inco




domenica 3 aprile 2016

I frangitempo


« I FRANGITEMPO»


 La discesa era interminabile, ma soprattutto monotona.
        Il sentiero  si snodava in un’ apparente curvatura di cui non ne vedevo la fine. Il cammino era interrotto da una serie di casupole vuote che, a tratti intervallati, apparivano con le loro sagome irregolari e talvolta sbilenche. Il contadino che mi affiancava parlava continuamente della sua vita, di greggi e animali vari che avevano inturgidito la sua storia di ricordi, a me poco interessanti.
Di colpo, come se mi avesse letto nel pensiero mi disse: ׂ« Ti chiedi perché ci sono tutte queste casupole e a che servono ? Questi noi li chiamiamo i “frangitempo” ».
Non riuscivo a capire il vocabolo. Allora fu grande la mia meraviglia quando mi disse: « Li chiamiamo in questo modo perché durante le nostre lunghe discese di rientro interrompono il tempo e ci fanno capire quanto ancora ci manchi per arrivare alla meta. Se tu noti bene, hanno dipinto un numero, che sta ad indicare la distanza che ci separa dall’arrivo. Spezzano la monotonia del tempo del rientro e  rendono meno gravosa la discesa ».

mercoledì 30 marzo 2016

Grani di sale



Sono brevi racconti, fantasiosi e semplici,
che nascondono riflessioni,
nati dalla natura delle cose,
attraverso immagini e accostamenti.
Essi hanno il sapore
di un quotidiano avvolgente
e, talvolta,  affascinante
che allo sguardo interiore
si aprono a comprensioni
più profonde e avvincenti,
espresse in maniera sobria
e senza complicazioni.
Li abbiamo chiamati
«
grani di sale»
perché hanno il sapore
di aspetti concreti,
che vanno dosati
con moderazione.

Lorenzo

 (Volume disponibile - chiedere a Lorenzo o Incoronata)

sabato 26 marzo 2016

Ma Tu mi dici

MA TU MI DICI


È una certezza: Gesù sarà con te sempre,
Amico e Signore della tua vita pellegrina.
Egli sarà con te fino a quando
la porta del tuo orizzonte terreno, si aprirà
su quella celeste e tu entrerai nel Regno.


Ma Tu mi dici:

«Non temere, Io sono con te fino alla fine … ».

Ricordo una promessa che risuona così nel mio cuore ed è la tua, Gesù, che mi facesti il giorno in cui lasciasti la nostra terra per salire al tuo Cielo.
Rammento il senso di quelle parole che traduco, continuamente, nella mia anima per darmi coraggio in situazioni difficili.
Tu sarai con me fino alla fine del mio tempo, per sempre, presente nelle mie ore, negli istanti scanditi dalla mia vita sottomessa agli eventi di una storia travagliata. Sei con me, oggi, e fino a quando raggiungerò quella meta ch’è dietro il mio orizzonte di terra, il quale mi pare tanto lontano, mentre è così vicino quando sto con Te. Allora vivo il Cielo nel mio cuore, perché sei Tu il Cielo. Io sarò con Te, mio Signore, fino alla fine del mio mondo.
Vivrò nella gioia e il dolore avrà il suo compimento e la paura cesserà, cedendo il posto alla tua consolazione divina, misericordioso Dio d’amore infinito.
                                                             Inco

sabato 19 marzo 2016

Cade la pioggia


CADE LA PIOGGIA 

Non ti senti, a volte, un poveraccio
 in questo mondo indifferente?
Porti dentro la tua indigenza
ed essa non desta nessuna pietà negli altri, anzi ..
Solo il tuo Dio sa avvilupparti con il suo amore.



Cade la pioggia dall’alto e bagna il mio cuore, triste. Nel mio intenso dolore non ho un punto di riferimento, un sostegno, un amico che mi aiuti a camminare sereno.
Eccomi, Signore ! Avanzo a fatica, barcollando. Sono un povero vagabondo, senza casa né famiglia. E sono qui, solo, ad attendere, smarrito in me stesso. La gente che mi passa accanto si ferma a guardarmi con commiserazione, dicendomi:
«Poveraccio, ma che vita indegna ! Fa’ almeno qualcosa, non startene buttato sulla strada, a pietire! Fai veramente pena. Ci crei disagio e vergogna».
Mio Dio, gli uomini si burlano di me, hanno vergogna della mia disgrazia: sono malato, disoccupato, povero. Tu mi comprendi, Signore ? Fa’ che mi perda nei tuoi occhi pietosi. Possano essi raccogliere la mia misera vita e farla vivere nella tua ! Scende ancora la pioggia dal cielo e Tu sei qui con me. Ma sperimento la dolcezza del tuo amore che mi avvolge, restituendomi la dignità perduta.
                                                          Inco

mercoledì 16 marzo 2016

La volta stellata


La volta stellata
Da bambino mi affascinava guardare il cielo di notte perché vedevo quelle inafferrabili stelle che popolavano la volta celeste. Nella mia mente infantile il firmamento era un’immensa copertura con tanti buchi, che mascherava una grandissima luce , al di là del cielo.
Mi ero data una spiegazione che mi affascinava perché quel faro immenso che era la causa di tante stelle, per me era un dato incontrovertibile. Crescendo, capii che le mie ragioni infantili erano insufficienti e fantasiose, ma mi restò, nonostante tutto come una ragione suprema che spiegava un dato per me molto importante. Era la spiegazione della verità, come  il riflesso di una enorme fonte luminosa che attraversa ogni realtà, rendendola affascinante.
In ogni cosa vedevo la ragione del bello, del vero e dell’armonia grazie a quell’unica luce che brillava alle spalle di tutte le fatture create. Non vi era errore possibile se non come una parte della stessa luce che, diminuendo, chiamavo ombra, oppure oscurità o incapacità di affrontare la luminosità. Questo mi appariva così lampante quando, nelle calde serate d’estate, chiuso nella mia stanzetta, vedevo a poco a poco affievolirsi la luce e, senza accorgermene, restavo immerso in una densa penombra che rasentava il buio. Dovunque scorgevo luci ed ombre, ammirando il gran cielo stellato e desideravo una irrefrenabile voglia di riempire la mie pupille di quella luminosità che rischiarava ogni cosa in questo mondo, Essa non si vede a prima vista, perché sta dietro ogni realtà. In tal modo la verità mi diventava come una trafittura di luce ed io ero estasiato da tanta bellezza ed ordine.
Questo l’ho conservato anche crescendo, ed ora le cose mi appaiono come tanti buchi che lasciano filtrare la luce. Ovunque contemplo questa meraviglia e voglio farla arrivare a tutti. Attendo il momento in cui ammirerò la grande luce. Intanto vivo nell’attesa di vedere ogni creatura come un forellino, attraverso il quale filtra un bagliore di verità.
                                                             Lorenzo

sabato 5 marzo 2016

Volteggiando

VOLTEGGIANDO

L’essenza del carcere è toglierti la libertà
che hai usato male.
Puoi essere anche tu prigioniero, ma di te stesso.
La libertà perduta è un dono
che solo Dio può ridonarti se accetti di vivere
nell’ampio spazio del suo Spirito.


Volteggiando nell'aria, una farfallina bianca si posa sulla sbarra della finestra della mia prigione. Invidio il suo volo libero e provo nel cuore nostalgia di libertà. È strano, ma in questo luogo infame ho sentito parlare di Te, Signore, di un Dio a me ignoto, che ci rende veramente liberi. Allora ho provato il desiderio di conoscerti, di raccontarti la mia storia per essere aiutato ad uscire dal carcere. Quanti anni ho trascorso da detenuto per meritate colpe ! Sono ladro di professione.
Ho sentito anche parlare, un giorno, di un ladro come me, crocifisso accanto ad un uomo innocente. Ho ripetuto nel mio cuore pentito le sue stesse parole:
«Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno».
E Tu, mio Re, mi hai risposto:
«Oggi, sarai con me in Paradiso».
Avevo bussato alla porta del tuo cuore e Tu mi hai aperto con gioia : in me c’era tutta la forza del tuo perdono. Ora sono nel tuo Cielo e Tu nel mio. Mi sembra di vivere nello stesso posto : Tu sei in me ed io in Te. Ti parlo, Signore, nel silenzio della mia anima, dove odo il tuo respiro che dà vita alla mia preghiera semplice. Così essa giunge, libera, al tuo cospetto.

Vivo ora la mia libertà. Volo come quella farfalla che ha ripreso a volteggiare nell'aria.
                                                       Inco