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martedì 21 luglio 2015

Al minimo



AL MINIMO
  
È un titolo gettato lì, che riflette il mio stato d’animo. Dovunque mi giro, trovo sempre come un minimo denominatore in ogni cosa. Sento frasi come queste: almeno non li gettiamo in mare,  meglio questo che lasciarlo morire, forse abortire è il male minore, ma se deve vivere in quel modo è meglio che sia eliminato, e pensieri di questo genere.




È giusto ridurre il reale a questo minimo denominatore di modo che tutto trovi una sua giustificazione nel valutare l’indispensabile, senza alcun allargamento su altre prospettive più positive? Mi è sempre apparsa, questa spiegazione, una formula di scarsa consistenza perché è come voler giustificare il bicchiere mezzo pieno senza mai chiedersi se non lo posso riempire completamente, con un impegno che mi porterà a uscire fuori dalla mia situazione di scarso  o poco coinvolgimento.

sabato 18 luglio 2015

Vademecum - Mughetto



MUGHETTO
… « IL NOSTRO SIMBOLO E’:
AMORE FEDELE »


                Din … don … din !
« Ciao, mi presento: sono una piantina di mughetto, accompagnata da numerosi fiorellini, alquanto biricchini, ma che si vogliono bene . Come sono belli ! Somigliano a campanelli di un coloro bianco puro e sono profumatissimi. Sbocciano in primavera e amano tanto vivere in una zona d’ombra del giardino. Sono delicati eppure, ti sembrerà strano, hanno un’ottima resistenza al gelo.
Ti rivelo il nostro simbolo: amore fedele che nasce dal dolore. Infatti, un’antica leggenda narra che il mughetto sia nato dalle lacrime della Madonna ai piedi della Croce. Non spaventarti se senti la parola “dolore”, in fondo, appartiene anche a te: è il filo con il quale è cucito il vestito della tua storia.

mercoledì 15 luglio 2015

Vademecum - Fresia




FRESIA


« … sono l’immagine
Simbolo Del mistero »


C’è un profumo delicato nel mio giardino che riempie l’aria serena.  È un qualcosa di misterioso che mi avvolge, mi parla nel segreto e mi trasporta in un mondo fantasioso e poetico.
È primavera e tanti fiori sbocciano a mia insaputa ed io tento di scoprire da dove proviene quell’odore soave. Cerco tra le aiuole ed ecco che, all’improvviso, mi passano accanto tante farfalline bianche che, con volo leggero, si dirigono verso un punto particolare. Le seguo incuriosita, chiedendo loro: « Ehi, sorelline, dove andate così in fretta ? Posso venire con voi ?».
Mi rispondono in coro: « Sì, vieni, però fa’ presto, stanno fiorendo le fresie e andiamo a festeggiarle ! ».

sabato 11 luglio 2015

Dimora della speranza

DIMORA DELLA SPERANZA

Ho cercato la speranza nei miei istanti tristi. L’ho cercata nella diversità delle mie sofferenze fisiche e morali. L’ho cercata dentro e fuori di me, in ogni luogo, in ogni esperienza umana e spirituale.
Non l’ho trovata. Mi sfugge la sua esistenza. Sono distante dalla sua verità.
Ho camminato a lungo, a piedi nudi, nel mio cuore afflitto, curvo sotto il peso delle prove di una storia dolorosa, che si avvicendavano continuamente. Poi, dopo tanta strada percorsa, sono giunto all’orizzonte. Sul limite della terra che incontra il cielo, ho visto una sedia per disabili.

Mi attendeva. Era là, pronta per me. Allora ho avuto un fremito, ho toccato il fondo del mio abisso interiore: ho saggiato il dolore, la paura, la solitudine, il silenzio.
Ma una voce mi ha raggiunto, era la sua:
-     Beh, non cercavi la speranza ? Perché mi guardi atterrito e trasognato ? La speranza non è in me bensì oltre l’orizzonte. È in quel cielo lontano.
L’uomo alzò lo sguardo in alto e la sedia, come d’incanto, sparì, lasciando lui al suo posto, con la mente sul limitare del mondo terreno e con il cuore immerso nell’infinito, dove ha trovato ciò che, da sempre, aveva cercato: la speranza.

Il mezzo più importante per varcare ogni buio della vita, non è la mente, ma il cuore.

Solo il cuore ti conduce alla dimora della speranza. 
                                                         
                                               Inco

martedì 7 luglio 2015

Poesia mai letta



POESIA
MAI LETTA

È l’alba sul mare.


Le onde lambiscono dolcemente la spiaggia, sussurrando una canzone misteriosa. Lungo la riva passa un uomo, si china e scrive col dito, sulla sabbia, pensieri che solo lui conosce. Gli uccelli marini si fermano a guardarlo, presagendo qualcosa che il poeta non intuisce. È così preso dal suo estro poetico e dalla bellezza ed armonia dei suoi versi.

Dice tra sé:

-  Parlerò di me e tutti mi apprezzeranno, leggendomi. Questa poesia sarà una cosa originale. Gli uomini la declameranno ed io diventerò ancor più famoso.

-  Attento, buon uomo, non gongolarti anzitempo ! – gli intimano i gabbiani . -  Sta per arrivare …

Cercano, inutilmente, di distrarlo, muovendo le ali, ma egli non si cura di loro, al contrario, li caccia via, battendo le mani per spaventarli. È disturbato dalla loro invadenza.

-  Che creature incompetenti ! – mormora sottovoce.

Poi si rivolge ad essi:

-  Voi non conoscete il mio talento, né la mia fama ch’ è nota in tutto il mondo. Io sono un gran poeta, se non vi dispiace.

Quando sta per firmare la sua opera, ecco che si fa avanti, correndo con baldanza, un’onda minacciosa che inonda quel lembo di lido e cancella, senza pietà ogni pensiero scritto sull’arena. L’uomo resta impietrito, con gli occhi vitrei e fissi, con la bocca aperta e …

Sembra una vignetta umoristica senza parole.



La vita è troppo preziosa per scriverla sulla sabbia del mare. Basta un’onda e… non resta più nulla

domenica 5 luglio 2015

Vademecum - Fiordaliso



FIORDALISO

“ sei il simbolo
della compassione ”


       Un fiordaliso, dalla corolla azzurro intenso,  ha fatto capolino in un campo soleggiato. È nato spontaneamente sotto un albero dalle foglie sempreverdi.
       Ha trovato ristoro con il fresco del terreno, che ha scelto per crescere.
È un fiore molto delicato, eppure è particolarmente avverso agli insetti, eccetto l’ape. Per cui chiunque osa avvicinarlo viene respinto: non un saluto né una parola.
Me lo ha rivelato un giorno che ero seduta all’ ombra del suo albero per ripararmi dai raggi solari. Ricordo quanto mi disse:
“ Non appena mi accorgevo che un insetto stava per sfiorarmi, gli lanciavo un’occhiataccia e, subito, si allontanava dalla mia vista, offeso dalla mia insensibilità e scortesia.
Eppure è accaduto una volta che, forse incautamente o di proposito, almeno così pareva a me, un moscone mi è caduto sulla testa. L’ho rimbrottato mente facevo di tutto per scrollarmelo di dosso, ma mi si era così incollato sui petali, che non volava via. Gli ho intimato di andarsene ma non si muoveva.
Poi ho percepito un lamento e, prestando l’orecchio, ho ascoltato le sue parole pronunciate con un fil di voce. Mi diceva che non poteva muoversi perché aveva perso l’orientamento, dovuto a una malattia contratta agli occhi.
Poverino! Per la prima volta ho provato un sentimento di compassione, per di più verso un nemico. Gli ho promesso di prendermi cura di lui, con amore. Sapevo, dai miei nonni, che il fiordaliso aveva proprietà curative e benefiche per la vista.
È strano, ma sentivo che il mio cuore stava cambiando. Me lo fece notare il moscone il quale, guarito, mi disse che ero il simbolo della compassione. Non ti sembra che abbia esagerato?
Gli ho risposto di no.
Il fiordaliso tacque, ma si vedeva che era profondamente commosso.
                                                        Inco

venerdì 3 luglio 2015

Tu mi hai toccato il cuore...



Tu mi hai toccato il cuore...



La tua mano è scesa e si è tuffata nel mio cuore.

Tanto tempo fa.



Strano, non me ne ero accorta.



Solo adesso noto onde concentriche...

Eco silenziose di un passaggio.

Si infrangono sempre alla deriva.

Da questo capisco che sei tu.



E non fanno rumore.

Testimoniano il tuo tocco

di tanto tempo fa.



Che ancora riverbera

Che da allora è moto perpetuo.



Tu mi hai toccato il cuore

E ancora ondeggia delicatamente

tra la superficie

e le profondità



Mi hai dato un nome

tanto tempo fa...

                             Stefy