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martedì 16 ottobre 2018

La porta del cielo


Ed ecco il deserto sconfinato, che si presentava in tutta la sua realtà. Il sole cocente si affacciava da lassù e giocava con la sabbia sollevata in alto dal vento, trasformando i granelli in tanti punti luminosi.
Iniziava il lungo viaggio del pellegrino attraverso quella distesa dorata, fra le dune. Un cammino faticoso che lo portava oltre il suo orizzonte, verso il cielo lontano ma così vicino alla sua anima. Ardeva dal desiderio di incontrare il suo amato Dio, arrivando alla porta del suo Regno. Man mano che percorreva la strada i suoi piedi affondavano nell’arena, rallentando la marcia. Egli portava con sé i dolori e le gioie dei tempi passati, fuggiti così velocemente ed anche i ricordi e le sorprese dei giorni vissuti con Dio, senza dimenticare quelli assenti da Lui. Non era mai riuscito a capire pienamente i segni del suo volere divino nella storia che viveva, ad accettarli e a superarli se non quando si abbandonava al suo amore divino di Padre buono, che permetteva tutto per il suo bene, anche il dolore.
Ora il vento riprese a soffiare più forte e l’uomo si sentì come spingere in avanti, alleggerito dai suoi pesi. Correva in quel deserto assolato. Udiva solo il forte fischiare di quel vento impetuoso che lo  spingeva fino al luogo destinato.
Il pellegrino aveva raggiunto la meta. Si trovava dietro la porta del Cielo. Bussò timidamente dicendo: 
« Signore, aprimi! ».
Non ebbe risposta. Pensò di essere arrivato fuori tempo. Decise di attendere ma subito sentì, nel suo intimo, come un fuoco ardente, una gioia indicibile, una pace profonda. Allora capì di essere in casa, nel suo cuore, dove incontrò il Signore della sua vita.
Dio era lì, ad attenderlo.





















Ti prego …
Ora sono qui con Te,
dentro di me,
mio dolce Signore.
Tu non eri lontano
dalla mia dimora
umile, di terra,
ed io non sapevo.
Mi hai lasciato andare
credendo d‘incontrarti,
varcando l’orizzonte.
Seguivo i miei passi
nel deserto illimitato,
portando con me:
la solitudine, il dolore,
il silenzio, l’abbandono.
Mi accompagnava solo
il vento impetuoso
che inseguiva
i miei passi stanchi,
tacendo, poi, appena giunto
alla porta del Cielo.
Ho bussato senza risposta.
Una voce m’invitò
a ritornare indietro.
Ho invertito la rotta e…
ti ho trovato in me.
Mi hai detto, Gesù:
« Io sono qui con te.
Il tuo cuore, quaggiù,
è la porta del Cielo ».                    
Incoronata

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