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mercoledì 20 dicembre 2017

Volare alto



Avevo contemplato un gabbiano che volava alto. Lo guardavo con grande interesse perché sentivo nel mio cuore tutte le cose che aveva visto nel suo lungo volo.

Aveva sorvolato il mare, con la distesa delle sue acque  increspate dalle onde, nate dal vento. Ho pensato, con curiosità, alle cose che aveva, osservato: alla statua in mezzo al mare, alle barche che attendevano i marinai, desiderosi di avvicinarsi a quelle spiagge che portavano sapori misteriosi. Ho sentito il suo volo lontano e la sua ansia di raccontarmi la sua vita di volo.

Ed ecco cosa ho capito da quel  gabbiano.



Allontanarsi dal mondo

per vedere la realtà che ci circonda

   con occhi di luce.

Una buona visione del reale comporta che ci troviamo a una certa distanza dalle cose che contempliamo. Vedere la realtà è avere gli occhi alla giusta distanza. Il volo di quel gabbiano mi sembra la distanza giusta per contemplare tutto quello che captava con la vista.

Questo mi ha portato a considerare quanto sia importante vedere le cose dalla giusta distanza.

 

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Avvicinarsi con delicatezza

   alle disgrazie del prossimo.

Il nostro itinerario incontra varie occasioni di aiuto. Come il gabbiano che si poggia sulla testa di quella statua, corrosa dalla salsedine del mare. Siamo tutti chiamati a venire incontro ai bisogni del nostro prossimo, secondo la misura delle nostre possibilità. Ecco perché dobbiamo valutarci alla luce della fede che Dio ci concede.

Se non conosciamo quanto il Signore ci ha donato, difficilmente sapremo osservare la carità che risolve i problemi degli altri.



Vedere con gli occhi di Dio

Tutto questo esige, necessariamente, avere una visione superiore a quella puramente umana, cioè vedere con gli occhi di Dio. Possedere tale vista è vedere alla radice i mali che affliggono l’uomo e guarirli profondamente.

In breve: chi riesce a vedere come vede Dio, non resta inerte dinanzi alla malattia ma sente la forza di guarirla.

 

    Lorenzo

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