NOVITA’
Un nuovo
itinerario spirituale.
E’ da un certo
tempo che sto riflettendo su alcune realtà interiori che mi piacerebbe
comunicare, anche se ho la vaga sensazione di parlare di fatti non del tutto
verificabili con le svariate percezioni che vivono le persone. Si tratta di
esperienze di profonde percezioni che definirei
come «l’amorfo indescrivibile» che difficilmente potrà essere
tradotto in un linguaggio semplice da poter valutare insieme.
Comunque io
proverò a comunicare questa mia esperienza spirituale, che mi ha aperto il
varco verso un sentiero che, a mio modesto giudizio, appartiene a un itinerario
di spiritualità di notevole rilevanza interiore.
Ho sempre pensato
ai grandi itinerari spirituali che sono stati tracciati da s. Ignazio di
Loyola, o da un grande santo come Alfonso de’ Liguori, senza arrivare alle inarrivabili
altezze di s. Giovanni della Croce o s. Teresa Edith Stein, giganti dello
Spirito. Mi sono anche rifatto al piccolo sentiero di s.Teresa di Lisieux, ma
tali esperienze le ho potuto confrontare con quello che il Signore mi ha fatto
conoscere il quale, essendo rivelato a un poveraccio come io sono, non poteva
se non appartenere alla categoria di … «miserabili». Non avendo competenze
spirituali notevoli, ma avendo avuto come dono supremo l’essere stato saggiato
da una grave malattia del sangue, ho pensato bene comunicarvi le mie piccole
miserie interiori. Ho la segreta speranza che quanto dirò possa essere di
giovamento ad alcuno, visto che si tratta di vivenze di piccola portata spirituale
che, però ho potuto definire «l’amorfo indescrivibile». Si tratta
di raccattare nel proprio intimo quanto, come lo definisco, un qualcosa di non
definibile in piccolo o grande, in esaltante o deprimente, ma semplicemente
aver vissuto ciò che non ha alcun valore ( almeno così lo vivo io ), ma
doloroso perché Dio lo carica di esperienza interiore. E’ da Lui che lo accetto
e vivo, ben sapendo che altro non posso percorrere se non un cammino di grande
povertà.
Questa premessa è
necessaria per non far apparire le mie riflessioni, come un cammino di un
povero peccatore che vorrebbe aiutare i suoi simili. Lo sbocco di tutto questo
pensiero è nella certezza che anche questo itinerario appartiene all’amore di
Dio.
Lorenzo

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