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domenica 4 dicembre 2016

Melodia celeste





Ecco sorgere l’alba sul mare.
Le prime luci precedono il sole
che, lesto, appare maestoso lassù,
mentre la luna silenziosa
vive il tramonto di una notte.

Sulle azzurre acque marine
soffia il vento fresco mattutino,
spingendo verso il lido sabbioso
le onde che si rincorrono,
ritmando con armonia.

Ne ascolto l’andirivieni
che nel cuore si muta
in melodia diversa:
è dolce melodia celeste
che mi conduce in alto

E contemplo un altro lido,
una spiaggia sconfinata
immersa nella quiete.
Vivo nel mio cielo infinito
l’intima gioia del mio Dio.

                     Incoronata

giovedì 24 novembre 2016

Guardare in alto






Guardare in alto

    

Continuano la mie riflessioni, anche se s’inseriscono in un pensiero che dura da diverso tempo, maturato nella pre-ghiera. Guardare in alto non è semplice perché non si tratta solo di una posizione spirituale, ma di un atteggiamento inte-riore che fa capo a un’esperienza ineffabile.
Mi spiego. Raccattare nell’intimo dello spirito i mo-menti in cui ci si distacca dalla terra e trovarsi in un ambiente in cui matura una diversa forma di vivere non è cosa facile. Il non trovarsi da nessuna parte, senza la percezione del tempo è descriverti questa forma di vita. Non si tratta di elucu-brazioni mentali, ma  di un vissuto in cui si è pienamente im-mersi e che causa un dolore profondo, non fatto di pure sen-sazioni ma di situazioni diverse da un comune vivere quo-tidiano! Non è un dato che possiamo descrivere come dolo-roso, nella terminologia corrente, ma trattasi di un nuovo mo-do di percepire il vuoto, l’inconsistenza, il non senso del mo-ndo e di tutto quello che mi circonda.
Vivo, appunto, una fetta del reale che mi appare «doloroso», cioè affliggente dello spirito che procede come su una strada che non so dove mi porta. In tal modo, guardare in alto non mi comporta alcuna formula meditativa. Sono preda di quella banalità in cui alto o basso sono dimensioni che non mi collocano da nessuna parte e penso, in cuor mio, che questo possa essere una premessa di una grande sof-ferenza, di cui ignoro il valore e il senso. E’ come vivere senza alcuna prospettiva di vita, e questo si riproduce nel mio intimo raccattando ovunque esperienze di vuoto, di non senso. Ci sono pero fessure di luce in cui ritrovo tanta pace. E’ difficile poter descrivere questo stato per le nostre cate-gorie mentali che cercano sempre una spiegazione, una causa, una prospettiva di valore.
Ci sono inoltre momenti in cui l’inconsistenza diventa sempre più schiacciante, e anche lo stesso spirito vaga come se avesse perduto l’orizzonte. Non sto facendo una descri-zione della mia storia, ma semplicemente mettendo le pre-messe che mi introducono in un ambiente dove ai realizza il mio rapporto con Dio, il quale mi appare in tutto il suo splendore e grandiosità. E’ questo il momento più esaltante della mia esistenza in cui si mescolano luce e buio, vuoto e proposta di pienezza. Il non-senso mi spinge ad andare oltre, laddove mi ritrovo tutto completo in attesa di un Dio che mi riempia.
Ed Egli mi raggiunge con la sua luce e fa chiarore in tutto il mio intimo.
 
                                                               Lorenzo

domenica 20 novembre 2016

Il soldo bucato



IL SOLDO BUCATO

Mi incuriosiva sempre quell’uomo che portava al collo un laccio di cuoio con un soldo bucato. Mi sono informato. Era una eredità di famiglia. L’aveva ricevuta da suo padre il quale, a sua volta, l’aveva ottenuta dal suo. Un rito che risaliva chissà a quale generazione. C’era qualcosa di misterioso in quell’oggetto che non aveva nulla di straordinario, però custodiva un segreto particolare, una memoria.

Appariva  come un oggetto parlante:

« Ricordati, figlio mio, che tu non vali nulla in questo mondo. Gli uomini, un giorno, quando non sarai più in grado di donare ti ignoreranno, ti metteranno da parte, non ti comprenderanno e non ti contatteranno. Ti diranno perfino: “ Ma chi ti conosce? Chi sei? ” Sarai come un soldo bucato, di nessun valore, senza prezzo. Cosa puoi comprare con una moneta bucata? Può essere stata anche bella, lucente all’inizio, ma poi, si è annerita con il tempo e con l’aria.

Tale è la vita dell’uomo che perde il suo vigore con il passare degli anni, eppure essa diventa sempre più pregiata. Questo soldo porta impresso un ricordo che non si cancella mai. Come io porto il ricordo di mio padre, così tu, figlio, porterai il mio, inciso nel cuore di questa moneta. Non potrai dimenticarmi, Ti parlerà continuamente, rivelandoti quella parte della mia storia che ti è mancata, perché non l’hai conosciuta. Vedi, ora, io conosco mio padre e tu conoscerai me e saremo uniti per sempre.

Questo è il segreto del soldo bucato: la conoscenza vera che unisce Dio e la sua creatura. Più entrerai nel suo cuore e più conoscerai il tuo Signore e vivrai la sua intimità. Diventerai tanto prezioso ai suoi occhi e brillerai della sua luce. Il mondo sarà da te illuminato e imparerai la saggezza delle cose piccole e semplici, perché solo tu possiedi il segreto di quel misero soldo bucato che è l’amore ».
amore                    


           
                                                               
                                                                     









 Ti prego …

Si addossano i miei giorni
l’uno sull’altro,
hanno fretta di raggiungere
la fine della corsa.
Corrono, Signore, corrono
e io corro con loro
verso la meta anelata.
Porto nel cuore, in silenzio,
le tue Parole di Vita,
che mi fanno da guida
lungo le strade percorse,
su questa terra straniera.
E Tu sei accanto a me
già dagli albori del mio tempo
e lo sarai fino al termine
del mio pellegrinare.
La mia anima, identificata
a quel soldo bucato
appeso al mio collo,
guarda trepidante verso Te
e scopre la sua povertà.
Quale segreto d’amore
quel soldo racchiude !
Mi servirà un giorno, mio Dio,
per valutare il mio ingresso
nel Tuo Paradiso.
                                                              Incoronata