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venerdì 2 febbraio 2018

La gomma di Dio



       Aveva scritto la storia della sua vita in un’agenda in cui, ogni giorno, annotava i suoi pensieri. Sono trascorsi tanti anni ormai e, diventato anziano, Pietro trascorre ora il suo tempo seduto su una vecchia sedia a dondolo. Ricorda i tempi lontani. Rilegge a fatica il suo prezioso diario e resta sorpreso delle parole sfuggite dalla sua mente.
         Quante memorie!
         Si rammarica del male fatto e del bene non fatto. Quante volte ha rinnegato il suo Dio o non ha testimoniato il suo amore.
         Desolato dice a se stesso:
         « Vecchio mio, come hai potuto amare così poco il tuo Signore? Come puoi, adesso, ritornare indietro? Come puoi cancellare il male e riscrivere il bene? Il tempo è passato veloce e … ».
         Nella sua indigenza formula un’umile preghiera di abbandono:
         « Padre mio, se vuoi, ricomponi Tu la mia vita, ch’io possa dimostrarti il mio amore e ritrovare la pace! ».
         Si sente rispondere nell’anima:
         « Pietro, io ti darò una gomma che ti permetterà di cancellare ciò che vuoi e riscrivere il tuo amore per me ».
         In tal modo l’anziano uomo inizia a cancellare e riscrivere. Pian piano la gomma misteriosa opera nel segreto del suo cuore, in cui si alternano dolore e amore per il suo Dio e ritrova la pace.
         Quella gomma che il Signore gli aveva donato era il suo amore divino.
         Pietro non lo sapeva. 
  







Ti prego   

Un giorno rincorre l’altro
con i suoi momenti variegati
e il tempo fugge veloce,
senza arrestarsi mai.
Io sono qui, Signore, con Te.
Tu mi guardi, Dio clemente
e il mio essere silente si specchia
nei tuoi occhi profondi.
Faccio memoria del mio passato.
Non ricordo più quante volte
il mio cuore, nelle ore buie,
si è distratto da Te.
Ti ho abbandonato, tradito,
cacciato via, rinnegato
come chi diceva di amarti,
di donarti la vita,
come la gente di sempre,
di ogni epoca ed età.
E Tu attendevi con pazienza
come oggi, il mio ritorno.
Ora è solo il tuo amore
che cancella le mie colpe
e scrive nella mia anima
parole nuove di Cielo.
Così il tuo cuore pietoso
si apre alla mia povertà:
ti tendo la mano
per ricevere il perdono
e Tu mi fai dono di Te.     
                                                       Incoronata

giovedì 25 gennaio 2018

Il Sillenzio ... seconda parte.



                                                                         Lorenzo

martedì 23 gennaio 2018

Il Silenzio ... prima parte



                                                                         Lorenzo

lunedì 22 gennaio 2018

Perso in un volo




Nuvole merlettate incorniciano
un lembo di cielo azzurro.
È in quello spazio sereno
che il sole splende,
richiamando voli d’uccelli
che migrano, insieme,
verso caldi paesi lontani.
Volano, fendendo l’aria,
per seguire la rotta
che pare invisibile.
Volano con ritmo costante,
instancabile, ordinato,
quasi sfidando i tempi
e il vento, a volte, nemico.
Mi sembra di volare
anch’io, lassù, nel cielo.
Mi vedo perso in un volo
diretto a quell’orizzonte,
che tocca la volta celeste,
aprendosi sull’eternità
d’una vita senza volo.
E mi sento immerso
nella quiete tranquilla
di un approdo sicuro,
carico di pace infinita.


Sulle ali del vento

Si chiamava Flip, un giovane fenicottero rosa. Sognava tanto di volare e si sentiva così sicuro di se stesso da rifiutare le istruzioni del suo maestro di volo. Non vedeva l’ora di varcare i confini dello spazio celeste.
Ecco che arrivò il giorno convenuto per la migrazione. Il feni-cottero era ansioso e trepidante. Finalmente poteva dimostrare agli altri le sue qualità e capacità. Ascoltò con una certa indifferenza l’ultima raccomandazione del maestro:
         « Sta’ attento, quando sarai lassù! Non allontanarti mai dallo stormo, ma segui la guida! ».
         Al momento della partenza gli uccelli si allinearono tutti dietro il capofila e si alzarono in volo. Essi toccavano con le ali le nubi e il vento indirizzava loro la rotta. Flip era felice. Amava tanto entrare in quelle nubi umide di acqua e sentire la voce del vento nei suoi sof-fi, che gonfiavano le sue ali. Ma, d’un tratto, gli balenò nella mente il desiderio di staccarsi dallo stormo e di lasciarsi andare, solo, nel-l’aria in quell’infinito cielo. Mentre si esibiva in voli acrobatici, lo stormo si distanziava sempre più fino a diventare un piccolissimo punto, che poi scomparve.
Il fenicottero rosa si perse lassù e cominciò a volare, battendo disperatamente le ali, sperando di ritrovare la rotta, invece scende-va sempre più in basso. Solo allora ricordò le parole suggerite dal maestro:
« Non allontanarti mai dallo stormo! ».
Finì per cadere esausto in mezzo ad un lago. Vi si specchiò e vide la sua immagine e il sole che lo guardava dal cielo con un senso di pietà. E fu proprio il sole che comandò al vento di aiutarlo. Allora il vento lo sollevò sulle sue ali e, con le sue ali, lo condusse in quel paese lontano dove ritrovò, confuso, il suo stormo che lo accolse con gioia.
Vedi, amico mio, quando ti allontani dalle cose vere e perdi volutamente gli altri, entrando in un volo senza approdo, è Dio solo che pone rimedio anche ai tuoi sbagli e ti riporta sulla strada del Cielo.
 


Mi chiami, Signore,
Dio della mia vita,
a volare insieme lassù
nello spazio illimitato
del tuo Cielo,
affidandomi a Te.
Mi chiami a seguirti
per non smarrire
l’invisibile rotta
che tracci per me.
Vivo, perso in un volo,
che parte dal mio cuore
per giungere nel tuo.
Là troverò la quiete,
offerta dal tuo amore
che non ha confini.
                             Incoronata

venerdì 19 gennaio 2018

L'anelito del Cielo - 3

                                                                                     Incoronata

venerdì 12 gennaio 2018

L'anelito del Cielo - 2

                                                         Incoronata

venerdì 5 gennaio 2018

L'anelito del Cielo - 1

                                                                                                       Incoronata