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mercoledì 3 maggio 2017

SOLO LUI - Incontri da sempre



 
Dio rastrella il mio tempo

come la rete i fondali,

o come il vento

che spira sulla pula,

lasciando cadere il grano.

o come il sole

che rende leggiadra l’acqua

e indurisce il fango.



Dio scopre la dimensione

tra l’attimo che sfugge

e quello che sopraggiunge

come l’ambito sufficiente

per ogni mia decisione.



Dio coglie, nel reale deserto

di tutte le mie parole,

l’ardore della sabbia

scaldata dal sole,

portata via dal vento





Riflessione.

 

         Tanti credono in Dio come una presenza metafisica, al di fuori di quel linguaggio che usiamo nelle nostre relazioni comuni. E’ un parlare semplice, immediato, senza troppi raggiri, in cui ci sentiamo vicini per la comprensione che ci affratella.
        Quando parliamo di Dio, pur senza vederlo o toccarlo, lo sentiamo stranamente presente in una specie di immagine che ci trascende. Pur tuttavia la sua è una realtà che sentiamo diversa dalla nostra. Abbiamo usato il termine «metafisico» quasi a volerlo situare in una sfera che non è la nostra, ma al di là del nostro comune vivere. Possiamo dire che Dio non ci vive accanto, ma «oltre». Non vogliamo macchiarlo con le nostre meschinità, ma raggiungerlo, con la mente, nel suo mondo pulito, senza oscurità o errori. E in questo avvicinarlo lo allontaniamo, perché lo sentiamo distante, lontano, quasi estraneo. 
     Lo disegniamo nella nostra mente come un eterno principio da cui provengono tutte le realtà che conosciamo e in tal modo, volendo renderlo puro e intangibile, lo alieniamo da noi, perdendolo sempre di più. Nasce un ateismo pulito, un Dio che non ci appartiene più, perché siamo preoccupati dal lavoro di  «risanamento» della sua immagine.
       Io lo sento vivo, forse confuso col mio deserto, dove la sabbia delle mie parole è l’unico frammento del mio amore per Lui. 
                                                              
                                                                 Lorenzo

mercoledì 26 aprile 2017

Maria, prega per noi!




Un’alba nuova sorge
dietro la montagna.
Un raggio di sole,
trepidante, scende
e, timido, entra
nell’umile casa.
Tu segui, Maria,
il suo percorso di luce
sottratta all’astro radioso.
Cerca angoli bui ma
son tutti splendenti, già.
O Vergine di luce,
al piccolo raggio
allora tu doni

la Nuova Luce.
Nel silenzio profondo,
immersa nel tuo Dio,
Tu contempli il Figlio
di cui sei madre
e, misteriosamente,
figlia del tuo Figlio.
Protetta dall’ombra
del Padre Altissimo,
abiti in quel tuo Cielo
ch’è dimora sulla terra
calpestata dagli uomini.
O Vergine pietosa,
è anche la tua terra.
Tu porti nell’intimo
un disegno progettato,
fin dall’eterno inizio,
dal Creatore del mondo.
Dio è nato in te
per questa umanità,
redenta dal suo sangue.
Nell’anima hai accettato
la scelta del tuo Signore,
senza nulla comprendere.
Il mistero hai accolto,
serbandolo nel cuore.
Il tuo  «sì» hai pronunciato
per nostro amore.
Prega per noi, Maria,
Regina della pace!
Madre di Gesù
e nostra Madre,
prega per noi!


Il piccolo raggio di sole sei Tu.
Incontra Maria e riceverai da Lei
la Luce Nuova che è Gesù.
Porta con te questa Luce,
per accendere
il cuore spento del mondo!
Incoronata

sabato 15 aprile 2017

Auguri pasquali



Questo è un augurio pasquale insolito e parte da tre immagini che ho vissuto come attestati strani della mia vita e che fanno riferimento ad accadimenti storici di questo tempo.

La prima figura è quella di un ponte crollato. Non addebito la responsabilità a nessuno ma io stesso mi son sentito rappre-sentato da quel disastro. Ho visto che solo Gesù è il vero ponte che unisce la terra al cielo e non porta morte ma solamente vita, anzi vita eterna. Tutto quello che ho fatto ha solo valore in Gesù, ed auguro a tutti di essere ponti che conducano all’eternità beata.

Una seconda immagine è quella di una casa diroccata perché vi sono altri interessi che portano a costruire case instabili, che franano sugli uomini, perché mal costruite con materiali scarsi. E anche in questo caso ho capito che la mia vera dimora non è in questo mondo. Qui sono solo di passaggio e nulla  è veramente stabile. Voglio augurare a tutti i miei fratelli e sorelle di anelare le dimore eterne, quelle non costruite da mani umane, ma direttamente tirate su da Dio. La risurrezione è una casa per l’eternità, che non subirà più terremoti o frane perché ciò che costruisce Dio è stabile in eterno. Non ci lasciamo più ingannare dai falsi costrutti di questo mondo che crolla e finisce.

La terza immagine è quella del continuo chiacchiericcio che sento ovunque. Si parla molto, tanto, troppo e la vita si sta estinguendo per le infinite parole umane. Perché cerchiamo vita dove non c’è se non il regno della morte? Una sola è la parola che rianima tutto: Gesù risorto. E’ quel silenzio di tomba sulla morte e la Parola viva del Signore, che offre l’eternità. Voglio augurarvi, fratelli amati di ricevere l’unica vera Parola: Gesù è risorto, Gesù è vivo per sempre ed io voglio vivere in quella parola che riempie il tempo e lo spazio. Non desidero più sentire parole di morte, ma augurare a tutti voi l’unico annunzio, portatore di vita: Cristo non muore più perché ormai Egli ci porta a vivere  per sempre

Diamoci parole di eternità.

Il mio augurio possa raggiungere il tuo cuore e offrirti la gioia che nasce da quella tomba vuota come annunzio di risurrezione. Buona Pasqua!
                                     Lorenzo
                                                    unito ai suoi fratelli di fede